Acqua in cartone vs alluminio: qual è più sostenibile?
Nella ricerca di alternative alle bottiglie di plastica, si è fatto ricorso a contenitori e materiali che esistevano già da decenni...
Ma sappiamo davvero quale sia la scelta migliore per l'ambiente?
Cominciamo dal "cartone", noto anche come brick.
Nel 1950, un ingegnere svedese di nome Ruben Rausing creò un'invenzione che rivoluzionò il mercato degli imballaggi, con l'obiettivo di trasportare il latte senza versarne una goccia.
Poi, nel 1963, nacque Tetra Pak, l'azienda che introdusse il Tetra Brik e che trasformò Ruben in un multimiliardario, consacrandolo come il genio che riuscì a creare un contenitore completamente asettico e facile da trasportare, formato da:
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2 strati di plastica
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1 strato di alluminio,
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1 strato di cartone (proveniente da cellulosa vergine),
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2 strati di polietilene plastico.
Sin dalla sua comparsa sul mercato, i brick sono stati i contenitori leader per prodotti come latte e succhi di frutta.
Si arrivò al punto che, nel 2008, Tetra Pak produsse oltre 141 miliardi di contenitori, ossia